La tempesta perfetta

L’illustrazione è una creazione di Shepard Fairey | We The People – Are Greater Than Fear (2017) attualmente esposta a Padova alla mostra “American Beauty. Da Robert Capa a Banksy” Centro Altinate

È cominciato tutto con un venticello leggero. Alcune panchine asportate dalla piazza principale con qualche pretesto e il sospetto di un dispetto contro gli immigrati provenienti dal Bangladesh, arrivati per lavorare in Fincantieri, abituali frequentatori della piazza.

Poi un altro refolo, le chiusure al cricket, sport nazionale dei bangladesi, i quali, oltre a dover faticare per trovare un campo dove poter giocare si sono visti respingere alla Festa dello Sport nel 2021. Piccoli dispetti, che sembravano un distratto omaggio all’appartenenza leghista della sindaca che per altri versi appariva come una persona preparata, motivata ed efficiente. Una sindaca che ha acquisito ampio consenso dimostrando attenzione ai problemi amministrativi della città e amplissima disponibilità all’ascolto. Tanta efficienza sembrava valer bene qualche svarione di stampo tipicamente leghista, vagamente intollerante e xenofobo ma senza esagerare.

Ma negli ultimi mesi il vento è aumentato improvvisamente, quando in estate alcune donne di religione islamica avevano fatto il bagno in mare a Marina Julia completamente vestite scatenando le proteste della sindaca, con la minaccia di ordinanze restrittive e l’invocazione a gran voce del rispetto delle nostre tradizioni.

Poi, inaspettatamente, è scattato qualcosa di decisamente grave. Il sindaco della gente, amata ed apprezzata, improvvisamente ha disposto la chiusura dei centri culturali della comunità islamica con il pretesto della “destinazione d’uso” dei locali che sarebbero stati utilizzati abusivamente come moschee, stravolgendo lo scopo per il quale i locali sarebbero stati destinati, commettendo pertanto intollerabili abusi. Ciò ha sollevato un uragano di commenti su social, giornali e soprattutto trasmissioni televisive, le quali lasciavano immaginare che i musulmani presenti a Monfalcone si fossero sollevati, avessero invaso la città minacciando i cittadini, costringendo tutte le donne al burka, che fossero tutti delinquenti, prossimi terroristi e stupratori di bambine. Sosteneva che i centri islamici fossero in realtà moschee nelle quali le predicazioni, incomprensibili perché in arabo, avrebbero potuto contenere incitazioni alla radicalizzazione. In realtà, la destinazione d’uso dei locali a quanto si apprende sarebbe stata perfettamente idonea per l’associazionismo, e lo scostamento ipotizzato dal sindaco si sarebbe realizzato sole ove fosse stato dimostrato che l’attività prevalente nei centri fosse stata la preghiera (cosa che è stata negata dagli interessati), perché ciò avrebbe trasformato gli edifici da luoghi di associazione a luoghi di culto. Quindi il sindaco ha decretato motu proprio che in quei luoghi si pregava troppo, ha disposto la chiusura e cominciato a sollevare un polverone mediatico sul presunto disprezzo della legge da parte degli immigrati che invece, molto civilmente, hanno accettato la chiusura dei centri ed hanno presentato un ricorso al TAR per vedere riconosciute le proprie ragioni.

Ma la tempesta ha continuato a crescere perché, complici alcune trasmissioni televisive decisamente faziose, sono stati solleticati i peggiori istinti delle persone intolleranti e xenofobe. Tutto ciò a quanto si dice finalizzato alla creazione di una immagine di donna forte e giustizialista che difende la Civiltà Occidentale dai barbari (musulmani) funzionale a raccogliere voti a destra per potersi candidare alle Elezioni europee.

Quando poi questi argomenti cominciavano a mostrare le corde, a Capodanno, molto provvidenzialmente, qualche buontempone ha pensato bene di distruggere la statuina del presepe posto in piazza e raffigurante il Gesù bambino. Questione elevata a caso nazionale, con intervento della Presidente del Consiglio Meloni e del ministro Salvini, e che ha sollevato un’ondata di indignazione sino a quando si è scoperto che non si poteva attribuire la paternità del gesto ai musulmani, anzi, da quanto trapela potrebbero essere stati ragazzotti locali, ubriachi.

Tuttavia, il gesto è caduto in maniera molto opportuna per un certo tipo di propaganda, sollevando un’infinità di commenti razzisti e xenofobi, e molto probabilmente se non si riuscirà a dare la colpa di questo gesto ad un immigrato, casualmente non si riuscirà a trovare il colpevole ed allora resterà sempre il dubbio che sia stato un immigrato. E la tempesta riprenderà vigore. E colpirà, distruggendo le basi di una civile convivenza, le premesse di una possibile integrazione, i buoni rapporti tra comunità diverse, la serenità e la tranquillità, lasciando solo un cumulo di macerie sopra le quali resterà a svettare solo una sedia.

La poltroncina di un nuovo (molto discutibile) deputato europeo.

Comunque la si guardi, una tempesta perfetta.

 

Massimo Bulli

 

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