Alcuni studi scientifici sostengono che la vita sulla Terra avrà termine molto prima della fine del Sole, ciò perché il calore emesso dal Sole aumenta di circa il 5% ogni miliardo di anni, con effetti devastanti e irreversibili sul clima del nostro pianeta. Se a ciò si aggiungono poi gli effetti dovuti alla mano dell’uomo, il dado catastrofista è tratto, verrebbe da dire. Nel frattempo, in questo contenitore chiamato Terra che stiamo annientando con le nostre mani prima del suo tempo naturale, accadono cose surreali, anzi, reali, perché sono avvenute.
A Monfalcone, come molti si ricordano, si era azzardato, in modo semplicemente fallimentare, l’approdo delle crociere. Si diceva che “ritornano a casa” e mancava solo l’Alalà dannunziano per salutare questi mostri del mare. Approdo nel nulla, con i cigni che osservavano sconcertati questi giganti in un golfo intasato come non mai nel corso della sua storia, il tutto in un contesto ambientale delicatissimo. Il buonsenso, non dovuto alla lungimiranza della politica ma semplicemente all’opportunità economica, che detta legge ovunque, ha prevalso e lì dove c’erano cartelloni di benvenuto nella Monfalcone che rinasce dalle ceneri di non si sa cosa, ora c’è nuovamente il nulla.
E ora esplode il caso divieto di windsurf, kitesurf, sup all’Isola della Cona. Ordinanza dell’organo gestore che così dice: “All’interno delle aree marine e fluviali incluse all’interno del territorio della Riserva Naturale Regionale Foce dell’Isonzo sono vietate le seguenti attività: windsurf, kitesurf, sup (Stand up paddle), sci nautico, moto d’acqua, rimorchio a motore di attrezzature per il volo (aquiloni, paracaduti ascensionali e dispositivi similari). Nel corso del fiume Isonzo incluso nella Riserva è vietata la navigazione con qualsiasi mezzo a monte della provinciale Monfalcone Grado dal 01 gennaio al 30 giugno, salvo soggetti specificatamente autorizzati dall’Organo Gestore. Nel canale della Quarantia è vietata la navigazione con qualsiasi mezzo, salvo soggetti specificatamente autorizzati dall’Organo Gestore. Per la manifestazione ‘storica’ denominata ‘Remada longa’ tale divieto può essere eventualmente derogato”.
Interessante osservare che il tutto fa riferimento al Piano di Gestione del Sito Natura 2000 IT3330005 “Foce dell’Isonzo e Isola della Cona”, approvato con DGR n. 429 del 15.03.2019 e DPReg 46 del 22.03.2019, al cui allegato 25 nelle misure regolamentari RE33 vengono espressamente vietate le seguenti attività: windsurf, kitesurf, sci nautico, moto d’acqua, rimorchio a motore di attrezzature per il volo (aquiloni, paracaduti ascensionali e dispositivi similari). Dunque quel divieto esiste da diversi anni e probabilmente non è stato mai applicato e previsto nel caso di specie.
Cosa è cambiato dal 2019 a oggi? Lasciamo la palla al campo del burocratese che in questo momento ci appassiona come una pizza all’ananas. Quello che deve invece emergere è che a volte la società è veramente spettacolare, magnifica in ciò che consente e ciò che non consente nel suo complesso a prescindere di chi sia la responsabilità politica e amministrativa e la competenza di chi consente e non consente. Nel complesso, come spiegare al comune mortale perché le crociere a due passi dalla Cona fossero state consentite mentre le attività sportive vengono ora vietate in quanto invasive e non compatibili con la salvaguardia dell’area protetta?
Non importa di chi sia la competenza, che come ben sappiamo è di realtà amministrative diverse, al comune mortale questo non interessa; quello che al comune mortale importa è che siamo tutti sulla stessa barca e ognuno cerca di intraprendere una direzione diversa, remando in direzione decisamente opposta in base alle proprie visioni, legittime o meno che siano. L’area della Cona sicuramente merita di essere tutelata, ma prima di tutto attraverso l’operato della politica, che è l’arte della mediazione e del dialogo e non attraverso atti d’imperio che procurano, come in questo caso, più malcontenti che altro.
Marco Barone